Lontano Da Qui: Il Sogno Di Una Maestra Di Difendere L’Arte Dall’Indifferenza.

Dicembre 14, 2018 3:34 pm

Un viaggio emotivo tra dramma, thriller psicologico e un tocco di commedia nera, in arrivo dal 13 dicembre con Officine Ubu. Il bisogno di arte, di sentirsi vivi attraverso di essa, la mancanza totale di poesia in una società che lascia avvizzire le menti più creative: questi i temi centrali di Lontano da qui. Un film incredibilmente intimo e diretto con estrema leggiadria da Sara Colangelo, premiato per la Miglior Regia al Sundance Film Festival 2018, da sempre fucina di titoli sconosciuti ai più ma degni della massima considerazione.

 Un film intelligente, raffinato e diverso

Lontano da Qui è la storia di Lisa, un’insegnante di Staten Island. Lisa è madre di due adolescenti che stanno per lasciare il nido in modi che lei disapprova (il figlio vorrebbe arruolarsi nei marines) e che tradiscono con le proprie scelte l’illusione di proiettare su di loro quanto rimane della sua sensibilità culturale. Lisa è desiderosa di essere creativa ma sembra anche essere cosciente delle proprie illusioni perdute. Sterilizzata da questo ambiente familiare e schiacciata da una routine lavorativa che seppur dolce e piena di meraviglia non la soddisfa, Lisa decide di iscriversi a un corso serale di poesia, tenuto da un mellifluo bellimbusto (Gael García Bernal), ma anche qui non sembra trovare il modo per esprimersi appieno. A riaccendere passioni, entusiasmi (e nevrosi) arriverà il piccolo Jimmy (Parker Sevak che dona al suo personaggio una complessità degna di un attore maturo e navigato), uno dei suoi allievi d’asilo, in grado di produrre piccoli poemi di grande bellezza. Lisa, sempre più ossessionata dal talento di Jimmy – che diventa un surrogato alla mancanza di poesia nella propria vita – travalicherà i doveri di insegnante per scivolare verso una pericolosa ossessione.

Una crociata personale, una guerra contro il distacco e l’apatia. Il suo è un sogno irrealizzabile: tornare a sentirsi importante. Ma il mondo freddo la respinge, nessuno sembra più capace di godere delle piccole cose. Tutti sono indaffarati, seguono una routine vuota. Fermarsi è impossibile. Gli anni passano troppo in fretta, e alla fine ci si chiede se si ha vissuto davvero.

Poesia e talento nella società contemporanea

“La poesia è il diario di un animale marino che vive sulla terra, desideroso di volare via”. E’ una frase del poeta Carl Sandburg, che secondo la cineasta italo americana Sara Colangelo, racchiude l’anima della protagonista del suo film.

Fra un paio d’anni sarai un’ombra come me. Il mondo ti cancella. Sarai un’ombra come me”, è il triste pronostico che Lisa fa al piccolo Jimmy.

Lontano da qui “parla del desiderio irrealizzato di essere un poeta, del talento, della mediocrità, dello sforzo di vedere il mondo in modo diverso: parla della ricerca della bellezza in luoghi insoliti” spiega Sara Colangelo nelle note di produzione. “Il film è stato un progetto emozionante per me perché, principalmente, è la storia di una donna”, dice Colangelo. “Mi ha dato l’opportunità di approfondire l’affascinante psicologia di Lisa… per esplorare i meccanismi interiori, le buone intenzioni che prendono una strada sbagliata e il desiderio della donna di arricchire intellettualmente la propria vita”. E ancora: “Infine, è stata un’occasione unica per discutere del ruolo, se ne esiste uno, della poesia nella moderna vita americana. C’è ancora spazio per la bellezza, per il significato e l’espressione umana?

Maggie Gyllenhaal: «È finito il tempo dei film-scandalo»

 Un ritratto a tutto tondo costruito attorno alla performance d’attrice, al viso imperturbabile e triste della Gyllenhall, al suo insinuarsi candido e sinistramente sordido nelle attitudini poetiche del suo alunno, anche quando – e la sequenza è apparentemente buffa quanto inquietante – abbandona il sesso sul divano col marito per correre al telefono e trascrivere le poesie del piccolo. L’attrice (che ebbe gran successo con «Secretary» nel 2002) ora preferisce la poesia di «Lontano da qui». «I miei film riflettono i miei interessi. Ho avuto il privilegio di recitare per registi come Christopher Nolan e Sam Mendes. Lontano da qui mi ha aiutato a cercare e comprendere la bellezza intima e spesso segreta degli altri. Mi ha entusiasmato lavorare con un bambino il cui personaggio rappresenta la capacità di creare poesia in un mondo dominato da smartphone e videogiochi. Mi ha entusiasmato lavorare con un bambino il cui personaggio rappresenta la capacità di creare poesia in un mondo dominato da smartphone, videogiochi e interessi consumistici. In Lontano da qui ho un ruolo di supporto che diventa un atto d’amore»L’interpretazione Maggie Gyllenhaal in questo film verrà premiata con un Oscar?

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